Nel 2007, grazie anche alla collaborazione del Goethe- Institut Rom
, l’artista che abbiamo potuto invitare è stata la tedesca Karin Sander
, la quale ha portato in Sabina i suoi studenti della KunstHochSchule Weissensee
di Berlino.
Questa edizione ha visto nascere una stretta collaborazione con gli Istituti Statali d'Arte di Rieti, Terni, Roma e Chieti e l’inaugurazione di alcuni workshop per ragazzi.
Questa edizione ha visto nascere una stretta collaborazione con gli Istituti Statali d'Arte di Rieti, Terni, Roma e Chieti e l’inaugurazione di alcuni workshop per ragazzi.
Artisti ed opere 2007
Artista ⋅ Erik Alblas ⋅ Collezione di fiori
Nato a Boskoop (Olanda) nel 1965.
I vasi di fiori del paese verranno collezionati per poi disporli in forma di scultura in una piazza del paese. Il lavoro intende sottolineare l’impatto che può avere il verde nell’atmosfera di un villaggio.
Artista ⋅ Paul Darius ⋅ Ficca dentro il naso
Si tratta di una palla di circa 30 centimetri di diametro con in negativo la forma del mio naso.. La palla è rossa (come un semaforo), la suoperfice è brillanete e riflettente. Il pubblico è invitato a inserire il proprio naso nella palla. Anziché osservare l’oggetto da un punto di vista estetico o di toccarlo a livello tattile, é come se uno ne odarasse la forma geometrica. La palla diventa un naso da clown , lo spettatore un clown. C’è un detto tedesco „steck deine Nase nicht in Dinge, die dich nichts angehen“, „non ficcare il naso in cose che non ti riguardano“ Io invece desidero che ognuno ficchi il naso nella mia arte.
Si tratta di una palla di circa 30 centimetri di diametro con in negativo la forma del mio naso.. La palla è rossa (come un semaforo), la suoperfice è brillanete e riflettente. Il pubblico è invitato a inserire il proprio naso nella palla. Anziché osservare l’oggetto da un punto di vista estetico o di toccarlo a livello tattile, é come se uno ne odarasse la forma geometrica. La palla diventa un naso da clown , lo spettatore un clown. C’è un detto tedesco „steck deine Nase nicht in Dinge, die dich nichts angehen“, „non ficcare il naso in cose che non ti riguardano“ Io invece desidero che ognuno ficchi il naso nella mia arte.
Artista ⋅ Paul Darius ⋅ Automobili
Ci sono automobiline che possono essere guidate da bambini dai tre ai cinque anni, con un manubrio dietro tenuto in mano dal un grande, al fine di evitare che il bambino conduca il giocattolo in suituazioni pericolose. Un tale manubrio è stato aggiunto sul retro della mia auto mantenendo le medesime proporzioni del giocattolo. L’adulto viene posto nella posizione del bambino. L’impossibilità di una sua effettiva utilizzazione pone interrogativi su protezione e responsabilità, ricerca religiosa su significati e limiti sociopolitici, istinti di gioco e status symbols.
Ci sono automobiline che possono essere guidate da bambini dai tre ai cinque anni, con un manubrio dietro tenuto in mano dal un grande, al fine di evitare che il bambino conduca il giocattolo in suituazioni pericolose. Un tale manubrio è stato aggiunto sul retro della mia auto mantenendo le medesime proporzioni del giocattolo. L’adulto viene posto nella posizione del bambino. L’impossibilità di una sua effettiva utilizzazione pone interrogativi su protezione e responsabilità, ricerca religiosa su significati e limiti sociopolitici, istinti di gioco e status symbols.
Artista ⋅ Damien de la Faye ⋅ Archeologia quotidiana
Con l’aiuto degli scopini del paese, sto recuperando ciò che sarà la material prima del mio lavoro. Raccogliamo tutto ciò che si trova per terra: pezzetti di carta, appunti, foto, disegni, piccoli oggetti. Una nota lasciata a un parente, , un disegno scarabocchiato si di una busta, una parola d’amore… Sto anche realizzando una documentazione video e fotografica delle frasi e dei testi scritti sui muri delle stazioni. Talvolta essi sono indirizzati a qualcuno in particolare, altre volte semplicemente a chiunque si trova a transitare e prenda il tempo di leggerli. Le opere verranno esposte nel museo con l’invito ad osservarle come reperti di archeologia contemporanea: una specie di storia del quotidiano, piuttosto storie, brandelli di vita, presi a caso in Sabina.

Con l’aiuto degli scopini del paese, sto recuperando ciò che sarà la material prima del mio lavoro. Raccogliamo tutto ciò che si trova per terra: pezzetti di carta, appunti, foto, disegni, piccoli oggetti. Una nota lasciata a un parente, , un disegno scarabocchiato si di una busta, una parola d’amore… Sto anche realizzando una documentazione video e fotografica delle frasi e dei testi scritti sui muri delle stazioni. Talvolta essi sono indirizzati a qualcuno in particolare, altre volte semplicemente a chiunque si trova a transitare e prenda il tempo di leggerli. Le opere verranno esposte nel museo con l’invito ad osservarle come reperti di archeologia contemporanea: una specie di storia del quotidiano, piuttosto storie, brandelli di vita, presi a caso in Sabina.

Artista ⋅ Atsushi Fukunaga ⋅ Numeri colorati
Il mio interesse consiste nel dar forma al suono. Esistono vari modi di interpretare il suono. Il mio primo approccio è di tradurre il suono con una parola onomatopeica. Sono convinto che nel suono sia presente una modalità di comunicazione universale, inversamente a quanto capita nel linguaggio. In giapponese le parole onomatopeiche vengono spesso utilizzate per indicare situazioni che non contengono un suono, stabilendo quindi un rapporto immaginario tra linguaggio e realtà. Io sono interessato nell’investigazioni di modi di comunicazione con il maggior numero possibile di persone tramite il suono e anche alla descrizione del suono attraverso il linguaggio visivo.

Il mio interesse consiste nel dar forma al suono. Esistono vari modi di interpretare il suono. Il mio primo approccio è di tradurre il suono con una parola onomatopeica. Sono convinto che nel suono sia presente una modalità di comunicazione universale, inversamente a quanto capita nel linguaggio. In giapponese le parole onomatopeiche vengono spesso utilizzate per indicare situazioni che non contengono un suono, stabilendo quindi un rapporto immaginario tra linguaggio e realtà. Io sono interessato nell’investigazioni di modi di comunicazione con il maggior numero possibile di persone tramite il suono e anche alla descrizione del suono attraverso il linguaggio visivo.

Artista ⋅ Taro Furukata ⋅ A domanda risposta
Nato nel 1975 a Okayama - Giappone. Vive e lavora a Berlino, Germania e Hiroshima, Giappone
Il mio progetto consiste nell’essermi posto la domanda “cosa posso fare come artista per questo bel villaggio?” ognuno di noi giovani artisti dispone di una piccola somma per realizzare l’opera per 20eventi. Io intendo usarla per acquistare ciò che la maggioranza della gente desidera, anziché fare la mia opera d’arte. Chiedere alla gente “cosa comperereste per il vostro villaggio” è il punto di partenza del progetto. Io annoto le risposte e poi acquisto ciò che la maggioranza desidera. Non penso affatto che l’atto di comperare sia meglio che quello di mettere in mostra arte contemporanea, ma il mio progetto intende essere un punto interrogativo sull’arte stessa e sul progetto 20eventi. Spero che esso sia una spinta a ripensare criticamente sull’arte.

Nato nel 1975 a Okayama - Giappone. Vive e lavora a Berlino, Germania e Hiroshima, Giappone
Il mio progetto consiste nell’essermi posto la domanda “cosa posso fare come artista per questo bel villaggio?” ognuno di noi giovani artisti dispone di una piccola somma per realizzare l’opera per 20eventi. Io intendo usarla per acquistare ciò che la maggioranza della gente desidera, anziché fare la mia opera d’arte. Chiedere alla gente “cosa comperereste per il vostro villaggio” è il punto di partenza del progetto. Io annoto le risposte e poi acquisto ciò che la maggioranza desidera. Non penso affatto che l’atto di comperare sia meglio che quello di mettere in mostra arte contemporanea, ma il mio progetto intende essere un punto interrogativo sull’arte stessa e sul progetto 20eventi. Spero che esso sia una spinta a ripensare criticamente sull’arte.

Artista ⋅ Elin Hansdottir ⋅ Senza titolo
Nata nel 1980 a Reykjavik - Islanda.
Il lavoro consiste in una serie di parole, prese da un testo sull’arte, stampate su di un foglio magnetico da cui vengono ritagliate e fissate su di una lastra metallica in uno spazio pubblico. Le parole non sono fisse, per cui ognuno le può spostare e ricomporre di volta in volta testi diversi, modificandone il significato. “Credo nell’arte come strumento per sviluppare la fantasia del pubblico. L’immaginazione rende la vita quotidiana speciale e ricca Non credo tanto nelle finalità, ma piuttosto nella partecipazione e nei procedimenti di coinvolgimento, per cui ho scelto di dar vita a un qualcosa che possa venir modificato dalla gente del paese in cui verrà posta l’opera. In tal modo ne diventano loro stessi gli autori.

Nata nel 1980 a Reykjavik - Islanda.
Il lavoro consiste in una serie di parole, prese da un testo sull’arte, stampate su di un foglio magnetico da cui vengono ritagliate e fissate su di una lastra metallica in uno spazio pubblico. Le parole non sono fisse, per cui ognuno le può spostare e ricomporre di volta in volta testi diversi, modificandone il significato. “Credo nell’arte come strumento per sviluppare la fantasia del pubblico. L’immaginazione rende la vita quotidiana speciale e ricca Non credo tanto nelle finalità, ma piuttosto nella partecipazione e nei procedimenti di coinvolgimento, per cui ho scelto di dar vita a un qualcosa che possa venir modificato dalla gente del paese in cui verrà posta l’opera. In tal modo ne diventano loro stessi gli autori.

Artista ⋅ Daniel Kemeny ⋅ Installazione sonora nella cabina telefonica di Frasso in Sabina
Nato a Pietrapaola (CS) - Italia nel 1981. Vive e lavora a Berlino
Nella cabina telefonica attualmente inutilizzata e in disuso di Frasso in Sabina sarà installato un telefono il quale sarà modificato cosi che la cornetta sarà sempre pendente. Dalla cornetta si sentiranno delle storie che mi saranno state raccontate da persone del paese. La cabina telefonica è un luogo che funge da luogo privato ma allo stesso tempo è pubblico il che rispecchia una dinamica sociale del piccolo paese che io vedo come un grande nucleo familiare nel quale il limite fra vita privata e pubblica non è definito. Tutti sanno tutto di tutti .La cornetta del telefono funge da spiraglio sul passato di questa grande famiglia dal quale si ha la possibilità di spiarne frammenti di identità.

Nato a Pietrapaola (CS) - Italia nel 1981. Vive e lavora a Berlino
Nella cabina telefonica attualmente inutilizzata e in disuso di Frasso in Sabina sarà installato un telefono il quale sarà modificato cosi che la cornetta sarà sempre pendente. Dalla cornetta si sentiranno delle storie che mi saranno state raccontate da persone del paese. La cabina telefonica è un luogo che funge da luogo privato ma allo stesso tempo è pubblico il che rispecchia una dinamica sociale del piccolo paese che io vedo come un grande nucleo familiare nel quale il limite fra vita privata e pubblica non è definito. Tutti sanno tutto di tutti .La cornetta del telefono funge da spiraglio sul passato di questa grande famiglia dal quale si ha la possibilità di spiarne frammenti di identità.

Artista ⋅ Paulina Leon ⋅ Biancheria
In vari paesi della Sabina si vedono continuamente quantità di panni stesi ai balconi o che attraversano le strette strade dei villaggi. In un certo modo si può dire che ciò mette in pubblico alla vista di tutti i passanti l’intimità della casa e dei suoi abitanti. Io intendo scrivere su grandi pezzi di stoffa (lenzuola o asciugamani), delle frasi e poi appendere i tessuti ai balconi di alcune case come parte della loro vita domestica.

In vari paesi della Sabina si vedono continuamente quantità di panni stesi ai balconi o che attraversano le strette strade dei villaggi. In un certo modo si può dire che ciò mette in pubblico alla vista di tutti i passanti l’intimità della casa e dei suoi abitanti. Io intendo scrivere su grandi pezzi di stoffa (lenzuola o asciugamani), delle frasi e poi appendere i tessuti ai balconi di alcune case come parte della loro vita domestica.

Artista ⋅ Paulina Leon ⋅ Il lavatoio
A Toffia esiste un vecchio lavatoio ancora occasionalmente utilizzato dalle donne del paese. Penso di sistemare sul fondo di ognuna delle vasche uno specchio al fine che vari elementi come il riflesso, la trasparenza e la profondità dell’acqua, entrino in gioco quando si utilizza il lavatoio, dando vita a riflessi di luce e alla luminosità dell’ambiente. Inoltre installerò in quello spazio una apposita colonna sonora.

A Toffia esiste un vecchio lavatoio ancora occasionalmente utilizzato dalle donne del paese. Penso di sistemare sul fondo di ognuna delle vasche uno specchio al fine che vari elementi come il riflesso, la trasparenza e la profondità dell’acqua, entrino in gioco quando si utilizza il lavatoio, dando vita a riflessi di luce e alla luminosità dell’ambiente. Inoltre installerò in quello spazio una apposita colonna sonora.

Artista ⋅ Silvia Lorenz ⋅ Dentro-Fuori
Nata nel 1978
Il Pianeta delle scatole è una scultura aperta consistente in alcune centinaia di scatole di cartone di prodotti vari (prodotti tedeschi e italiani con l’interno al di fuori) e danno vita ad una forma che lascia lo spazio interno libero, in modo simile ad una tipica piazza italiana; lo spazio è circondato da una stretta e complessa rete formata da una moltitudine di scatole. Ci sono due possibilità: a) passare dalle scatole più piccole alle più grandi; b) le più grandi sono al centro e le più piccole sono sparse ai lati della stanza. In entrambi i casi il pubblico troverà un passaggio verso il centro della scultura.

Nata nel 1978
Il Pianeta delle scatole è una scultura aperta consistente in alcune centinaia di scatole di cartone di prodotti vari (prodotti tedeschi e italiani con l’interno al di fuori) e danno vita ad una forma che lascia lo spazio interno libero, in modo simile ad una tipica piazza italiana; lo spazio è circondato da una stretta e complessa rete formata da una moltitudine di scatole. Ci sono due possibilità: a) passare dalle scatole più piccole alle più grandi; b) le più grandi sono al centro e le più piccole sono sparse ai lati della stanza. In entrambi i casi il pubblico troverà un passaggio verso il centro della scultura.

Artista ⋅ Dieter Lutsch ⋅ 20 km/h
Durante l’intera durata della manifestazione la velocità raccomandata agli automobilisti per attraversare i villaggi coinvolti in 20eventi sarà di 20 km/h. All’entrata di ogni paese ci sarà un cartello stradale con tale raccomandazione. In tal modo tutti i passeggeri delle auto in transito prenderanno parte all’evento artistico come coautori, per il semplice fatto di transitare lungo il paese a passo di lumaca.

Durante l’intera durata della manifestazione la velocità raccomandata agli automobilisti per attraversare i villaggi coinvolti in 20eventi sarà di 20 km/h. All’entrata di ogni paese ci sarà un cartello stradale con tale raccomandazione. In tal modo tutti i passeggeri delle auto in transito prenderanno parte all’evento artistico come coautori, per il semplice fatto di transitare lungo il paese a passo di lumaca.

Artista ⋅ Peter Müller ⋅ Il viaggio sciamanico
Nato a Hoyerswerda (Germania) nel 1975
Sui resti delle mura del monastero di fronte a Fara Sabina sara` intallata una pittaforma panoramica. Si tratta di una tenda aperta su tutti i lati. Essa sara` il mio campobase da dove sara ` suonata il tocco della campana. Il suono verra registrato ed elaborato in studio per cui si distinguera` dalle campane della chiesa di Fara in Sabina ma ne sara pienamente integrato nella sua scansione delle ore giornaliere. Durante il periodo di presentazione dell'evento vivrò´ sul luogo per esperimentare la totale condizione estatica dell´eremita. I romani come gli indiani impiegavano un segno semplice e virtuale per comunicare, mandare messaggi a distanza. Per una comunicazione con Fara in Sabina mandero´ continui segnali di fumo, che saranno emessi in modo da creare un ritmo regolare di fumo-non fumo, simile ad un segnale morse. Due segnali di fumo potrebbero significari „venite a trovarmi!“, tre segnali „pausa di mezzogiorno!“, e così via. A Fara in Sabina verra intallata una seconda postazione di segnali di fumo con la quale i visitatori potranno entrare in contatto con me.

Nato a Hoyerswerda (Germania) nel 1975
Sui resti delle mura del monastero di fronte a Fara Sabina sara` intallata una pittaforma panoramica. Si tratta di una tenda aperta su tutti i lati. Essa sara` il mio campobase da dove sara ` suonata il tocco della campana. Il suono verra registrato ed elaborato in studio per cui si distinguera` dalle campane della chiesa di Fara in Sabina ma ne sara pienamente integrato nella sua scansione delle ore giornaliere. Durante il periodo di presentazione dell'evento vivrò´ sul luogo per esperimentare la totale condizione estatica dell´eremita. I romani come gli indiani impiegavano un segno semplice e virtuale per comunicare, mandare messaggi a distanza. Per una comunicazione con Fara in Sabina mandero´ continui segnali di fumo, che saranno emessi in modo da creare un ritmo regolare di fumo-non fumo, simile ad un segnale morse. Due segnali di fumo potrebbero significari „venite a trovarmi!“, tre segnali „pausa di mezzogiorno!“, e così via. A Fara in Sabina verra intallata una seconda postazione di segnali di fumo con la quale i visitatori potranno entrare in contatto con me.

Artista ⋅ Irene Pätzug ⋅ Variazioni per una rovina
Nata a Dresden nel 1975.
Uscendo dalla porta di Fara Sabina si vedono le rovine di un antico monastero in cima alla collina di fronte al paese. In base alle storie tramandate questa rovina non è mai stata un vero monastero, la costruzione non fu mai ultimata, l’edificio non fu mai utilizzato, di fatto fu sempre una rovina. La gente di Fara Sabina ha ogni giorno sotto gli occhi questo edificio “speciale”. Cosa capiterebbe
- Se la rovina fosse un vero monastero?
- Se la rovina venisse distrutta?
- Se l’edificio mai terminato venisse ricostruito?
- Se al posto della rovina odierna ci fosse una fabbrica?
- Se… Io voglio modificare il quadro,la vista, con una specie di telescopio: ricostruire il monastero, completarlo o sostituirlo.
Nello strumento ottico, la veduta normale, coniugata con una immagine extra, creerà una nuova situazione e darà vita a diverse possibilità.

Nata a Dresden nel 1975.
Uscendo dalla porta di Fara Sabina si vedono le rovine di un antico monastero in cima alla collina di fronte al paese. In base alle storie tramandate questa rovina non è mai stata un vero monastero, la costruzione non fu mai ultimata, l’edificio non fu mai utilizzato, di fatto fu sempre una rovina. La gente di Fara Sabina ha ogni giorno sotto gli occhi questo edificio “speciale”. Cosa capiterebbe
- Se la rovina fosse un vero monastero?
- Se la rovina venisse distrutta?
- Se l’edificio mai terminato venisse ricostruito?
- Se al posto della rovina odierna ci fosse una fabbrica?
- Se… Io voglio modificare il quadro,la vista, con una specie di telescopio: ricostruire il monastero, completarlo o sostituirlo.
Nello strumento ottico, la veduta normale, coniugata con una immagine extra, creerà una nuova situazione e darà vita a diverse possibilità.

Artista ⋅ Sophia Pompéry ⋅ Cantare nella Sabina
Nata a Berlino il 1984
Una canzone italiana verrà re-importata cioè cantata all’inverso. In Italia intendo fare qualcosa – secondo il mio modo di vedere - di tipicamente itaiano, come il cantare per la strada, cosa quindi insolita per l’a mentalità tedesca. Siccome non sono una brava cantante e non capisco i testi delle canzoni italiane, questo lavoro è un intrigante tentativo di adattarsi che tiene conto di tutta una situazione di superficialità e di cliché.

Nata a Berlino il 1984
Una canzone italiana verrà re-importata cioè cantata all’inverso. In Italia intendo fare qualcosa – secondo il mio modo di vedere - di tipicamente itaiano, come il cantare per la strada, cosa quindi insolita per l’a mentalità tedesca. Siccome non sono una brava cantante e non capisco i testi delle canzoni italiane, questo lavoro è un intrigante tentativo di adattarsi che tiene conto di tutta una situazione di superficialità e di cliché.

Artista ⋅ Jan Vormann ⋅ Lego
Nato a Bamberg - Germania nel 1983
Con il mio progetto intendo sottolineare l’aspetto tranquillo e non troppo rigido della gente della Sabina, per quanto concerne l’edilizia locale: vari tipi di pietra sono usati uno a fianco dell’altro per costruire muri o tapparne I buchi. Quando ero piccolo mi piaceva giocare con il lego, attività con cui i bambini di tutto il mondo imparano le regole fondamentali della costruzione architettonica. Quando mi divertivo a costruire strutture con il lego e mi mancava un pezzetto di un certo tipo, mi ingegnavo a sostituirlo con altri simili. Lo sguardo sui villaggi della Sabina ha contribuito alla mia idea romantica di questa bella regione e mi ha ricordato i giochi dell’infanzia.

Nato a Bamberg - Germania nel 1983
Con il mio progetto intendo sottolineare l’aspetto tranquillo e non troppo rigido della gente della Sabina, per quanto concerne l’edilizia locale: vari tipi di pietra sono usati uno a fianco dell’altro per costruire muri o tapparne I buchi. Quando ero piccolo mi piaceva giocare con il lego, attività con cui i bambini di tutto il mondo imparano le regole fondamentali della costruzione architettonica. Quando mi divertivo a costruire strutture con il lego e mi mancava un pezzetto di un certo tipo, mi ingegnavo a sostituirlo con altri simili. Lo sguardo sui villaggi della Sabina ha contribuito alla mia idea romantica di questa bella regione e mi ha ricordato i giochi dell’infanzia.

Artista ⋅ Fiete Stolte ⋅ La settimana di 8 giorni
Nata nel 1979 a Berlino.
Ho pensato spesso che le settimane passano via troppo in fretta, per cui ho deciso di inventare una differente struttura del tempo:una settimana che consista di 8 giorni. La settimana di 7 giorni, come noi la conosciamo, viene suddivisa in 8 giorni, per cui ogni giorno consisterà solo di 21 ore. In occasione del progetto 20eventi, io vivrò in Sabina in base a tale struttura del tempo, per cui ogni giorno sarà di 3 ore più corto e i miei orari saranno spostati in confronto a quelli di tutti gli altri. Uno speciale orologio e un apposito calendario con la nuova calcolazione del tempo verranno appositamente prodotti e il pubblico verrà invitato a partecipare con me al nuovo orario.

Nata nel 1979 a Berlino.
Ho pensato spesso che le settimane passano via troppo in fretta, per cui ho deciso di inventare una differente struttura del tempo:una settimana che consista di 8 giorni. La settimana di 7 giorni, come noi la conosciamo, viene suddivisa in 8 giorni, per cui ogni giorno consisterà solo di 21 ore. In occasione del progetto 20eventi, io vivrò in Sabina in base a tale struttura del tempo, per cui ogni giorno sarà di 3 ore più corto e i miei orari saranno spostati in confronto a quelli di tutti gli altri. Uno speciale orologio e un apposito calendario con la nuova calcolazione del tempo verranno appositamente prodotti e il pubblico verrà invitato a partecipare con me al nuovo orario.

Artista ⋅ Matthias Wermke ⋅ Lettera per la Sabina
Raccoglierò per le strade e nei depositi di immondizia pezzi di carta di ogni tipo: ritagli di giornale, pubblicità, etichette, copertine di dischi, locandine, annotazioni, fotografie e cose simili. Tutto questo materiale diventerà un grande collage su di un muro del paese. Il muro sarà totalmente ricoperto di frammenti trovati. Mi piacerebbe poter utilizzare l’intera facciata di un edificio. O ancor meglio utilizzare due edificio ad angolo di 270 gradi. Di fronte all’edificio sistemerò una panchina che sarà pure completamente tappezzata di frammenti di carta e scritte. L’unica parte del muro che resterà nuda, cioè priva di materiale scritto incollato, sarà la scritta “lettera per la Sabina e dalla Sabina” o forse il nome del villaggio in cui lavorerò. Queste lettere in caratteri cubitali saranno quindi l’unica parte della facciata che resterà visibile, come un immenso titolo di giornale.
Materiali: ogni tipo di frammenti di carta ritrovati e una panchina.
Raccoglierò per le strade e nei depositi di immondizia pezzi di carta di ogni tipo: ritagli di giornale, pubblicità, etichette, copertine di dischi, locandine, annotazioni, fotografie e cose simili. Tutto questo materiale diventerà un grande collage su di un muro del paese. Il muro sarà totalmente ricoperto di frammenti trovati. Mi piacerebbe poter utilizzare l’intera facciata di un edificio. O ancor meglio utilizzare due edificio ad angolo di 270 gradi. Di fronte all’edificio sistemerò una panchina che sarà pure completamente tappezzata di frammenti di carta e scritte. L’unica parte del muro che resterà nuda, cioè priva di materiale scritto incollato, sarà la scritta “lettera per la Sabina e dalla Sabina” o forse il nome del villaggio in cui lavorerò. Queste lettere in caratteri cubitali saranno quindi l’unica parte della facciata che resterà visibile, come un immenso titolo di giornale.
Materiali: ogni tipo di frammenti di carta ritrovati e una panchina.
Artisti ed opere 2007 ⋅ Opere italiane
Artista ⋅ Andrea Abbatangelo ⋅ Another, around, again
"Another, around, again" è un'installazione che tenta una riflessione sul nomadismo e sullo spostamento progressivo verso i confini imposti e preposti. La "nomadic room" è un invito a lasciarsi mettere in viaggio da oggetti del quotidiano che abbandonano la loro banalità per divenire testimoni di lunga esperienza. Queste le coordinate di una nuova genealogia del nomadismo che promuove l'uomo a cittadino del mondo.

Artista ⋅ Ugo Antinori ⋅ Tavole della memoria
Lo spazio antistante la scuola elementare di Frasso si riqualifica con l’installazione di una pietra del luogo dove le incisioni di impronte e segni dei bambini determinano “la tavola della memoria”

Lo spazio antistante la scuola elementare di Frasso si riqualifica con l’installazione di una pietra del luogo dove le incisioni di impronte e segni dei bambini determinano “la tavola della memoria”

Artista ⋅ Roberto Giacomello ⋅ Cromocellulare
E' un lavoro di superficie variabile realizzato in collaborazione con i bambini delle classi della scuola elementare "Baccano" di Labaro (RM) durante l’anno scolastico 2006/2007. Si tratta di una istallazione formata da elementi modulari formati dalle ciotoline che i bimbi hanno costruito. L'intenzione è stata di costruire un continuum spaziale dove i moduli colorati sono liberi di essere accostati in qualsiasi modo e i colori molto vivaci operano come frastuono visivo da essere ricomposto in armonie sempre diverse nell' occhio dello spettatore. Può essere osservato come metafora della coesistenza delle differenze e delle infinite armonie generate dal caso.

E' un lavoro di superficie variabile realizzato in collaborazione con i bambini delle classi della scuola elementare "Baccano" di Labaro (RM) durante l’anno scolastico 2006/2007. Si tratta di una istallazione formata da elementi modulari formati dalle ciotoline che i bimbi hanno costruito. L'intenzione è stata di costruire un continuum spaziale dove i moduli colorati sono liberi di essere accostati in qualsiasi modo e i colori molto vivaci operano come frastuono visivo da essere ricomposto in armonie sempre diverse nell' occhio dello spettatore. Può essere osservato come metafora della coesistenza delle differenze e delle infinite armonie generate dal caso.

Artista ⋅ Tamara Inziana ⋅ Viaggiatori senza frontiere
Viaggiatori senza frontiere è un’opera tridimensionale, metafora del viaggio e della creazione artistica: una coreografia che fa riflettere. Le scatole-contenitore rappresentano paesi “diversi” buoni-bianchi e cattivi-neri secondo il pensiero comune; sistemate in modo apparentemente casuale ci conducono verso un viaggio tattile, culminante con delle sfere bianche e nere realizzate in garza, sospese in uno spazio – tempo, così come la cassa del viaggiatore dove ogni cosa è immobile. All’interno di ogni “contenitore” ho collocato oggetti banali ma tuttavia ricchi di consonanze simboliche e metaforiche. Etnie, politica, religione, comunicazione passano tra le nostre mani. Lo scopo è quello di fare interagire il pubblico ma soprattutto di farlo riflettere in un mondo ormai globalizzato, provocare intensità emozionali sul senso e i limiti del comunicare e dell’uguaglianza tra i popoli.

Viaggiatori senza frontiere è un’opera tridimensionale, metafora del viaggio e della creazione artistica: una coreografia che fa riflettere. Le scatole-contenitore rappresentano paesi “diversi” buoni-bianchi e cattivi-neri secondo il pensiero comune; sistemate in modo apparentemente casuale ci conducono verso un viaggio tattile, culminante con delle sfere bianche e nere realizzate in garza, sospese in uno spazio – tempo, così come la cassa del viaggiatore dove ogni cosa è immobile. All’interno di ogni “contenitore” ho collocato oggetti banali ma tuttavia ricchi di consonanze simboliche e metaforiche. Etnie, politica, religione, comunicazione passano tra le nostre mani. Lo scopo è quello di fare interagire il pubblico ma soprattutto di farlo riflettere in un mondo ormai globalizzato, provocare intensità emozionali sul senso e i limiti del comunicare e dell’uguaglianza tra i popoli.

Artista ⋅ Katharina Trabert ⋅ liebesge SCHICHTEN
liebesgeSCHICHTEN (la parola tedescha Liebesgeschichten [storie d’amore] implica nel termine Geschichten [storie, racconti] anche la parola Schichten [strati])
liebesgeSCHICHTEN é una performance senza inizio o fine fissa che continua per una durata di qualche ora. Gli spettatori si trattengono per il tempo che desiderano, uscendo e rientrando a loro piacere. La performance usa testi scritti semi/biografici e trovati (predominanti sono quelli di Roland Barthes e Hélène Cixous), oggetti, proiezione di diapositive, musica e movimento. liebesgeSCHICHTEN racconta storie d’amore e delle stratificazione dell’amore senza fissare o spiegare, lasciando la libertà allo spettatore di farsene le proprie storie. È la storia di singoli individui e allo stesso tempo la storia di tutti.
Per ‘20eventi’, liebesgeSCHICHTEN raccoglierà le storie del paese e dei suoi abitanti e le mischierà insieme al repertorio della perfromance.

liebesgeSCHICHTEN (la parola tedescha Liebesgeschichten [storie d’amore] implica nel termine Geschichten [storie, racconti] anche la parola Schichten [strati])
liebesgeSCHICHTEN é una performance senza inizio o fine fissa che continua per una durata di qualche ora. Gli spettatori si trattengono per il tempo che desiderano, uscendo e rientrando a loro piacere. La performance usa testi scritti semi/biografici e trovati (predominanti sono quelli di Roland Barthes e Hélène Cixous), oggetti, proiezione di diapositive, musica e movimento. liebesgeSCHICHTEN racconta storie d’amore e delle stratificazione dell’amore senza fissare o spiegare, lasciando la libertà allo spettatore di farsene le proprie storie. È la storia di singoli individui e allo stesso tempo la storia di tutti.
Per ‘20eventi’, liebesgeSCHICHTEN raccoglierà le storie del paese e dei suoi abitanti e le mischierà insieme al repertorio della perfromance.

Artista ⋅ Giacomo Tringali ⋅ Spazio
The world is space. The town is space. The village of Frasso is space. Space resulting from streets, houses, fields, where stories, gestures and words have been at home. This work aims at putting in relationships essential space of a house-cellar, the space of an old cradle and the wax form of a baby or human foetus.

The world is space. The town is space. The village of Frasso is space. Space resulting from streets, houses, fields, where stories, gestures and words have been at home. This work aims at putting in relationships essential space of a house-cellar, the space of an old cradle and the wax form of a baby or human foetus.

Artista ⋅ ISArte Calcagnadoro di Rieti ⋅ Anello della condivisione
L’ISArte “Calcagnadoro” di Rieti partecipa a “20 eventi” con due lavori inseriti nell’attività didattica degli studenti, uno spettacolo teatrale e un video, dal titolo Anello della Condivisione. Liberamente tratto da un evento artistico progettato lo scorso anno con l’artista Mauro Folci e attuato dal Prof. Francesco Sacco con una classe del corso di Oreficeria, è stato concepito come un’azione didattica intensamente vissuta “per e con” gli studenti, esso è divenuto quest’anno testimonianza, materia per riflettere e per creare un documento artistico. Da un filo d’oro lungo 1 km appositamente realizzato dall’ISArte è nata l’idea di interrogarsi su cosa sia il dono nella sua metafora di scambio, ambiguità, bellezza, legame sociale.

L’ISArte “Calcagnadoro” di Rieti partecipa a “20 eventi” con due lavori inseriti nell’attività didattica degli studenti, uno spettacolo teatrale e un video, dal titolo Anello della Condivisione. Liberamente tratto da un evento artistico progettato lo scorso anno con l’artista Mauro Folci e attuato dal Prof. Francesco Sacco con una classe del corso di Oreficeria, è stato concepito come un’azione didattica intensamente vissuta “per e con” gli studenti, esso è divenuto quest’anno testimonianza, materia per riflettere e per creare un documento artistico. Da un filo d’oro lungo 1 km appositamente realizzato dall’ISArte è nata l’idea di interrogarsi su cosa sia il dono nella sua metafora di scambio, ambiguità, bellezza, legame sociale.

Artista ⋅ Istituti Casagrande e Metelli di Terni ⋅ Cuscini
Dal 18/12/06 al 27/05/07 due classi di due diversi istituti di istruzione secondaria superiore di Terni, accomunate dal ruolo primario rivestito nei loro specifici indirizzi di studio dalla comunicazione, hanno seguito un percorso di creatività attraverso l’arte contemporanea, organizzato dalla Biblioteca comunale, con la direzione artistica di Alberto Tessore e la collaborazione di alcuni insegnanti. Le classi coinvolte erano la 4 -Disegno Industriale/ Immagine Fotografica, filmica e televisiva dell’ISA “O.Metelli” e la 5I -Tecnica della Grafica Pubblicitaria dell’IPSS”A.Casagrande”. Il laboratorio si è concluso con l’evento”Chi ha paura dell’estraneo?” nel quale alcuni dei tanti progetti elaborati intorno al tema della diversità-estraneità-multiculturalità, sono stati realizzati ed esposti. 20eventi vuole presentare una scelta di quei progetti, con i quali ragazzi giovanissimi hanno sperimentato con entusiasmo i linguaggi dell’arte contemporanea.

Dal 18/12/06 al 27/05/07 due classi di due diversi istituti di istruzione secondaria superiore di Terni, accomunate dal ruolo primario rivestito nei loro specifici indirizzi di studio dalla comunicazione, hanno seguito un percorso di creatività attraverso l’arte contemporanea, organizzato dalla Biblioteca comunale, con la direzione artistica di Alberto Tessore e la collaborazione di alcuni insegnanti. Le classi coinvolte erano la 4 -Disegno Industriale/ Immagine Fotografica, filmica e televisiva dell’ISA “O.Metelli” e la 5I -Tecnica della Grafica Pubblicitaria dell’IPSS”A.Casagrande”. Il laboratorio si è concluso con l’evento”Chi ha paura dell’estraneo?” nel quale alcuni dei tanti progetti elaborati intorno al tema della diversità-estraneità-multiculturalità, sono stati realizzati ed esposti. 20eventi vuole presentare una scelta di quei progetti, con i quali ragazzi giovanissimi hanno sperimentato con entusiasmo i linguaggi dell’arte contemporanea.





