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Edizione 2010


L’edizione del 2010, edizione italo-spagnola, è oramai delineata nei suoi tratti fondamentali.
Apertura: sabato 22 maggio; chiusura: domenica 6 giugno.

Cinque saranno i centri coinvolti: Toffia, Fara in Sabina, l’Abbazia di Farfa, Bocchignano e, new entry del 2010, Montopoli di Sabina. In questa località verranno, tra gli altri, gestiti gli spazi della Torre Ugonesca: antico edificio medievale recentemente restaurato, che diventerà il primo nucleo di un centro espositivo permanente di arte contemporanea.

Dei 20 progetti artistici che verranno realizzati in questa area, 15 sono stati elaborati dai giovani artisti provenienti dall’ Escola Massana link di Barcellona e 5 da quelli dell’ Accademia di Belle Arti di Frosinone link.

Una cospicua partecipazione di special guests è fornita quest’anno dalla collaborazione che si sta portando avanti con la RAER link. 8 sono gli artisti spagnoli residenti a Roma presso il RAER che sono stati selezionati per partecipare a 20eventi.

Sempre in collaborazione con la RAER, presso la loro sede al Gianicolo, si terrà fra aprile e maggio una serie di quattro convegni sulla questione del limite dell’opera d’arte contemporanea. A discutere ciascuna delle 4 tematiche individuate saranno 4 coppie di esperti italiani e spagnoli di fama internazionale.

Come proseguimento della manifestazione, sono già previsti interventi estivi in Val dell’Aia, Cottanello, Montebuono e Montatola.

Artisti ed opere 2010 ⋅ Escola Massana de Barcelona


Escola Massana de Barcelona ⋅ Alàn Carrasco ⋅ Plusvalore Zero

Il progetto artistico implica un ragionamento sull'origine della parola "Salaria"(la via del sale che da millenni collega le due sponde della penisolaattraversando la Sabina) e si estende fino a interrogare il vero senso della parola "salario". Il sale, il viaggio, il valore, il denaro, il compenso sono al centro di questo'opera dell'artista spagnolo, la quale sarà collocata in una cantina sottostante la Chiesa di Santa Maria Nova e sarà accessibile ad un solo visitatore alla volta.
Ciascun visitatore sarà introdotto nella cantina buia ed atteso all'uscita da una guida di 20eventi. Attese ed aspettative giocano un ruolo fondamentale in questo lavoro.

Escola Massana de Barcelona ⋅ Amanda Fortuny Quiroga ⋅ Vestiti Lavati

L'installazione di Amada Fortuny si pone come l'esposizione di alcuni organi sospesi sulla vasca del lavatoio pubblico.
Dopo aver aperto un dialogo con altrettante donne del luogo, l'artista ha chiesto loro di donare un capo di abbigliamento di loro proprietà. Durante il contatto, l'artista cerca di entrare nella loro intimità per poter individuare censure e blocchi emotivi. In seguito, avendo localizzato il blocco emotivo in una data parte del corpo della donna, costruirà attorno al vestito ricevuto in dono, una scultura rappresentante l'organo individuato.
Il passaggio dell'artista permette di effettuare un lavaggio ed una rimozione dei sentimenti inibiti, dei ricordi scomodi. In questo modo il lavatoio, luogo in cui tradizionalmente le donne erano socialmente portate ad assolvere il compito di lavare i panni degli altri, diviene il luogo in cui manifestare l'interiorità.

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Escola Massana de Barcelona ⋅ Diana Martìn ⋅ Antropologia Soggettiva

L'installazione artistica assume la forma allestitiva scientifica.
Tassonomie e catalogazioni vengono portate alla mente dalla piccola raccolta di cucchiai che l'artista ha progettato ed operato durante la sua residenza in Sabina. Diana Martin ha bussato porta a porta ponendosi all'ascolto e chiedendo in cambio un cucchiaio, e il racconto di una storia famigliare correlata. Grazie alla paziente registrazione di nomi, dati e storie; i cucchiai vengono esposti in ordine e corredati da una didascalia che ne indichi la provenienze e la storia collegata. L'insieme dell'esposizione vuole restituire un ritratto della ruralità sabina.

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Escola Massana de Barcelona ⋅ Esther Pi Gomez ⋅ Oggetti

Oggetti è un'opera che si compone di una sezione installativa ed una fotografica. La corrispondenza tra le due sezioni va oltre il mero dato numerico, infatti nelle foto sono ritratti gli stessi oggetti che giacciono a terra, coperti da un leggero strato bianco che ne lascia intravedere le forme.
L'opera è un omaggio alla cultura popolare attraverso oggetti che tutt'oggi conservano un'anima, benché il progresso tecnologico globalizzante li abbia resi desueti. Coprire oggetti in disuso e rivelarne solo una rappresentazione segna sia un'irrimediabile distanziamento; sia la volontà di un ritorno. Il tessuto che copre gli oggetti, infatti, allo stesso tempo invita a ri-scoprirli. Parte degli oggetti sono stati dati in prestito dalla popolazione locale, altri sono stati prestati dal Museo delle Tradizioni popolari di Canepina

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Escola Massana de Barcelona ⋅ Gabriela Minguez Almeida ⋅ Anche Sabina

Anche Sabina è una videoproiezione di fotografie scattate in luoghi inusuali della Sabina e mostrate in loop nel teatro San Michele Arcangelo di Montopoli. I luoghi vengono fotografati sulla base dei risultati di una ricerca svoltasi nei mesi precedenti l'inaugurazione. Tale ricerca, basata su un questionario composto da 12 domande, era tesa a rivelare aspetti del paesaggio sabino che indicassero la presenza di elementi di disturbo rispetto alla piatta immagine turistica che viene usualmente veicolata. "Se volesse suicidarsi, quale ponte/fiume/strada sceglierebbe?" Offrire al turista solo ciò che si aspetta di trovare inchioda lo sviluppo della Sabina su modelli prefissati. Sulla base di queste riflessioni Gabriela Minguez Almeida decide di rompere la catena delle reciproche aspettative nel rapporto turista/territorio e di mettere in mostra le potenzialità e le criticità di settori che tendono ad essere trascurati o occultati. Anche Sabina is a video projection of photographs taken in unusual locations of the Sabina and shown on a loop in Montopoli's theatre, San Michele Arcangelo.

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Escola Massana de Barcelona ⋅ Gemma Barbany Arimany ⋅ Telegiornale

Il "New Age Bar" di Toffia è la sede espositiva di Telegiornale: il video di Gemma Barbany Arimany. Il bar è un tradizionale punto di ritrovo in cui stringere relazioni sociali, sviluppare la trama del quotidiano e rafforzare il senso della comunità. Si discute dei fatti del giorno, appresi magari vedendo il telegiornale proprio dallo schermo del bar. L'intervento dell'artista consiste nella creazione di un video che ricalca il formato di un telegiornale italiano, ma che presenta immagini raccolte dalla vita quotidiana.

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Escola Massana de Barcelona ⋅ Mireia Coromina Portas ⋅ tessendo la terra

L'opera di Mireia Coromina Portas viene esposta sotto un albero di ulivo, nelle vicinanze dell'Abbazia di Farfa. Consiste in una estesa rete cucita all'uncinetto da diverse donne, le quali hanno collaborato alla stessa opera dalla Catalonia e dalla Sabina senza necessariamente conoscersi.
Ogni donna coinvolta ha realizzato fino ad un massimo di tre piccoli moduli rettangolari, i quali sono stati unificati pochi giorni prima dell'inaugurazione ed allestiti sotto la fronda di un ulivo. In questo modo l'opera passa da una dimensione privata (quella tipica dell'uncinetto) ad una pubblica. Il tappeto esposto infatti richiama alla mente la rete per la raccolta delle olive, lavoro necessariamente collettivo e collaborativo. L'opera stessa si pone volutamente come collettiva, così partecipata da tessere realmente in uno stesso intervento il lavoro di una molteplicità di autrici-esecutrici.
L'artista ha tenuto un blog per documentare la lunga preparazione dell'opera.

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Escola Massana de Barcelona ⋅ Miquel Olle Aguilò ⋅ Il sussurro dell'ulivo

L'opera dell'artista spagnolo si presenta come una installazione sonora, basata sulla registrazione e amplificazione di micro-suoni provenienti dall'Olivo- ne: albero di ulivo millenario, uno dei più grandi d'Europa, che cresce a Canneto.
Una molteplicità di casse riprodurranno questi suoni da punti che nello spazio ricalcano le coordinate dei punti di registrazione.
Si tratta di un'opera sulla proliferazione realizzata con la delicatezza di un orecchio attento alla natura. Lo sguardo ha di per sé una natura violenta; ma anche la decisione di registrare il suono dell'albero (e non i suoni) avrebbe violato la sacralità della natura se non ne avesse salvaguardato la polifonia. Tuttavia la natura non si contrappone all'uomo, e per questo motivo l'autore aggiunge alla propria firma "et al." Nella volontà di riconoscere la struttura polimorfa ed eteroclita di ciò che si chiama ispirazione o atto creativo, egli decide proprio a partire da quest'opera di apporre una firma collettiva. In questo modo abbandona lo statuto forte di autorialità a favore di un riconoscimento illimitato dei propri debiti nei confronti degli stimoli esterni (siano essi suoni, o idee).

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Escola Massana de Barcelona ⋅ Noemì Vilarò Servera ⋅ Sons

Per le strade di Bocchignano, a ridosso di alcuni muri rocciosi di cui sono costituite la gran parte delle abitazioni, l'artista interviene con un'operazione artistica appena percettibile: una moltitudine di frutti fibrosi di Coccothrinax miraguama, ricopre alcune superfici lungo i viottoli, fornendone un sostrato etereo ed onirico. La presenza di una flora leggera ed immaginifica si contrappone alla solidità delle mura di sostegno, le quali recano testimonianza della storia medievale e le tradizioni rurali del posto. Questa presenza minuta e capillare dà voce alla pietra attraverso i movimenti che naturalmente le fibre di miraguano sono portate a fare dal vento.
Il titolo, mantenuto in catalano, possiede un duplice, intraducibile significato. Sons indica il plurale delle parole suono e sonno. Entrambi i concetti sono interessati da un dualismo interno tra materiale e ideale; solido e volatile. I suoni vengono prodotti dalla percussione di corpi solidi i quali producono vibrazioni materiali, ma vengono recepiti in forma spirituale. Il sonno prevede un distaccamento del normale accordo fra corpo e mente, e produce ciò che si chiama sogno.

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Escola Massana de Barcelona ⋅ Raquel Rivero Làzaro ⋅ Sabinone

Il Sabinone è un'opera attraverso la quale Raquel Rivero Làzaro vuole dare un'interpretazione cromatica dell'identità del territorio nel quale è stata invitata ad intervenire. Il tiolo è un gioco di parole che coniuga Sabina e Pantone (azienda statunitense che produce il sistema di identificazione di colori per la grafica divenuto standard internazionale).
Procedendo per sottrazione ed astrazione da alcune foto scattate durante il sopralluogo in Sabina, l'artista giunge ad ottenere un ventaglio di colori della Sabina. Da questa scala cromatica tipicizzata vengono stampati pannelli monocromatici ed installati come un grande ventaglio per la scelta di colori. Tale ventaglio vuole porsi come una carta dei colori della Sabina.

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Escola Massana de Barcelona ⋅ Selva Aparicio Altuna ⋅ Offerta

Selva Aparicio Altuna realizza un'installazione che utilizza centinaia di noccioli d'oliva e delle foglie d'oro. Con questo lavoro, frutto di lavoro certosino durato mesi, l'artista svela la duplicità del valore che il frutto dell'ulivo ricopre per il territorio sabino: ricchezza nutritiva e tesoro artistico. L'oliva incarna questa ambiguità e l'artista la mette in gioco utilizzando noccioli di olive laccati d'oro su una sola faccia. Tutti i noccioli sono forati al centro per poter essere usati come elementi di una fitta maglia. Tale maglia, che da una parte mostrerà l'oro e dall'altra la crosta nuda del nocciolo spolpato, verrà posta controluce come una tenda doubleface di fronte ad una finestra della Torre Ugonseca di Montopoli.

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Escola Massana de Barcelona ⋅ Victoria Torres ⋅ Salarium

L'artista produce dei lingotti di sale cotti al forno ed esposti come un tesoro in una teca del Museo archeologico di Fara in Sabina, lungo quella via del sale che tanta ricchezza economica e culturale ha significato per il territorio.
L'opera di Victoria Torres nasce già nel momento in cui sceglie la sua collocazione: il museo connota il manufatto di un valore che esula dalle proprietà intrinseche dell'oggetto. È proprio questo effetto della museificazione che l'artista vuole utilizzare in Salarium, inserendola nell'opera come meccanismo interno che dia il senso dell'importanza del sale nella cultura sabina. Il sale è un elemento che a pieno diritto deve entrare a far parte della storia che la Sabina deve conservare e valorizzare.

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Escola Massana de Barcelona ⋅ Jaime Genovard Colomer ⋅ Stanislav Dravoneg

L'installazione tecno rurale è un ambiente in cui viene ricostruito lo studio di un personaggio di nome Dravoneg Stanislav. L'impressione di forte caoticità non è solo dovuta all'ammassamento di una grande mole di materiale eterogeneo, ma anche dalla voluta confusione sottilmente riprodotta dall'artista tra realtà documentaristica e finzione; tra veracità e artificialità. Oggetti provenienti dalle campagne sabine si alternano ad apparecchiature tecnologiche di diversa estrazione, ma spesso proprio ciò che conserva un'aura di originalità tradizionale ottiene tale effetto da una abile manipolazione tecnologica.
Cosa significa oggi vivere secondo tradizione? Memorie, culture e comunicazioni si mescolano rendendo difficile dare una risposta.

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Escola Massana de Barcelona ⋅ Jordi Lòpez Soldevilla ⋅ Olio in Sabina

In una stanza della Torre Ugonesca c'è solo una finestra, dalla quale trapelano i raggi luminosi dall'esterno. Questo varco viene utilizzato dall'artista spagnolo come superficie sulla quale intervenire inserendo un doppio vetro trasparente riempito d'olio della Sabina.Il risultato è una luce diffusa di giallo che si sparge per tutta la stanza, tanto quanto diffusa è l'importanza dell'olio nel territorio sabino. Tra il sole e la stanza, a ridosso del vetro della finestra, l'intervento dell'artista spagnolo si pone sulla soglia. La soglia tra interno ed esterno assume, se consideriamo il modello del rosone delle chiese, la soglia tra mondano e trascendente.

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Artisti ed opere 2010 ⋅ Real Academia de España en Roma


Real Academia de España en Roma ⋅ Jaime Conde-Salazar - Francisco Villar ⋅ Still alive. A project by Doris Sterling and Dr. Rigon

La collaborazione fra Jaime Conde-Salazar e Franciosco Villar segna l'incontro fra un artista performativo ed un fotografo, accomunati dallo stesso senso della costruzione narrativa e della finzione. Per 20eventi presentano un progetto basato sul rinvenimento di alcuni indizi inerenti la scomparsa di un personaggio di finzione: Doris Sterling. La Sterling è un'artista concettuale americana che, in preda ad una crisi artistica, decide di tornare alla pittura e di farlo nella culla della civiltà occidentale: in Sabina. Rimane ammaliata dal paesaggio e presto si perderà in esso.
Alcune settimane dopo, il suo assistente (il Dr. Rigodon) riceve e fa sviluppare dei negativi. Le foto, che verranno esposte a Toffia, sono delle nature morte composte con i beni appartenuti Doris Sterling, la quale, proprio il giorno dell'opening, viene dichiarata scomparsa.

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Real Academia de España en Roma ⋅ Amaya Bombìn ⋅ Senza Titolo

Una lunga parete rocciosa di una ex-cava sita lungo la strada che da Toffia e Fara Sabina conduce a Farfa viene interamente dipinta di rosso.
Il forte impatto visivo agisce sulla percezione del passante inducendolo alla riflessione e all'intuizione di scenari inattuali ed utopici. Il bagliore cromatico offerto al'improvviso dall'artista al comune viaggiatore ancor più che al visitatore di 20eventi mette in azione la sua facoltà immaginativa, la quale sarà tesa a riempire lo spazio rosso con proiezioni di contenuti personali.
Il tipo di colori utilizzato non disturba l'ambiente ed il colore andrà via dopo poche settimane.

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Real Academia de España en Roma ⋅ Yolanda Del Amo ⋅ Camera Obscura

Artista spagnola operante negli Stati Uniti, Yolanda Del Amo propone una installazione che coinvolge una intera stanza del centro culturale 33officinacreativa.
In quanto fotografo, ha sentito che nessuna immagine appesa alla parete avrebbe potuto competere con il paesaggio esterno. Per questo, lavorando con lo spazio a sua disposizione l'ha trasformato in una camera ottica in cui la finestra sia l'obiettivo che proietta sulla parete opposta l'immagine istantanea capovolta dell'esterno.
Nell'impossibilità di ricreare la reale ed irraggiungibile bellezza della natura, il fotografo realizza un'opera in cui il processo fotografico si chiude in se stesso, retrocede fino al suo nucleo originario e fa sì che lo spettatore si immerga all'interno dell'apparecchio basilare della registrazione dell'immagine fotografica.

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Real Academia de España en Roma ⋅ Juan Faubel ⋅ Urban Splendour

Il lavoro di Juan Faubel è una fotografia di grande formato che è stata scattata in seguito ad un lavoro installativo nei pressi di Toffia. L'installazione prevedeva l'inserimento di tracce urbane in un paesaggio naturale della Sabina. Tali tracce sono rappresentate da grafemi riportati direttamente sul paesaggio come segni di vetro. Così un sentiero di campagna si trasforma in un'autostrada con la semplice giustapposizione di briciole di vetro a rappresentare le strisce stradali. Un elemento naturale come il vetro, per via dell'uso che ne viene fatto nelle metropoli e dai media, sta quindi a fare da ponte tra le riserve della natura e le luci della città.

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Real Academia de España en Roma ⋅ Santiago Morilla ⋅ Il pesce trascendente ⋅ Gioco Mostruoso

Santiago Morilla he ralizato, per 20eventi 2010, due interventi. A Farfa consta di sette affiches che trovano spazio nelle finestre murate che costeggiano il perimetro del cortile interno dell'Abbazia: centro di raccoglimento per il credente e spazio di distensione per il turista. Al centro dell'attenzione dell'artista ci sono i pesci rossi che nuotano all'interno della fontana ubicata nel medesimo cortile. Solito affrontare, con il suo tratto da street artist, il tema della contaminazione, realizza una serie di ibridi uomo-pesce. Tali figure individuano un nesso fra la religione ed il simbolo del pesce, ma anche sulla mescolanza di tradizioni fra il pesce nel cristianesimo e la provenienza esotica del pesce rosso che nuota nella fontana.
A Montopoli propone di effettuare una partita a calcio, con squadre miste composte da artisti, organizzatori ed abitanti del luogo. Prima del giorno della gara, che si è disputata il 19 maggio, Morilla aveva realizzato con la calce sul campo da calcio un disegno visibile solo dall'alto. Dalla Torre Ugonesca, infatti, è stata posta la telecamera che ha ripreso lo svolgimento della partita e la conseguente cancellazione del disegno realizzato.

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Real Academia de España en Roma ⋅ Avelino Sala ⋅ Poetica della fuga

L'opera di Avelino Sala si articola su più livelli e in diversi momenti. Filo conduttore di tutto l'intervento è Ezra Pound.
Libero sostenitore del regime fascista, e considerato traditore dai suoi compatrioti americani, nel 1943 Ezra Pound si trovò in fuga da Roma. Diretto verso nord, lungo la via Salaria, sostò a Fara Sabina.
Per trattare la poetica della fuga, Avelino Sala propone: una targa in marmo commemorativa del passaggio di Ezra Pound a Fara Sabina durante la sua fuga; una video-installazione in cui una marcia fascista viene eseguita al contrario in un campo di ulivi; una performance poetica che si terrà il giorno dell'inaugurazione.

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Accademia di belle arti di Frosinone


Accademia di belle arti di Frosinone ⋅ Dalila Carcasole ⋅ 1924

Una scultura sospesa rappresenta un cervello e sugli emisferi vengono proiettati due video che l'artista ha realizzato intervistando gli ospiti della Casa di riposo Santa Maria degli Angeli di Monto- poli. Le due sezioni della proiezione corrispondono ai due livelli di interesse circa la dissoluzione del ricordo: l'impoverimento verbale e l'offuscamento visivo.
L'opera scruta con discrezione la perdita della memoria. A partire da un lavoro realizzato sull'evanescenza dei ricordi del nonno (nato nel 1924), l'artista sviluppa l'idea originaria trasportandola sul piano della memoria collettiva. Dalla perdita collettiva della memoria si coglie, tuttavia, un sottofondo di motivi ricorrenti che connettono i diversi ricordi alternati da esperienze strettamente personali e toccanti.

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Accademia di belle arti di Frosinone ⋅ Cristian Rizzuti ⋅ L'invisibile

L'invisibile è un performance site specific che consiste in una proiezione video real-rime su una abside all'interno di un edificio di struttura tardo romanica in Sabina (attuale sede della Biblioteca Comunale). Una voce narrante interpreta un testo che genera, tramite il suono, immagini di sintesi in tempo reale. La superficie sferica vestita di luce interagisce con la superficie sferica dell'occhio diventandone sfondo ed evocando una corrispondenza biunivoca tra anima e realtà.
Si crea un cortocircuito tra il possibile e l'invisibile: l'occhio come finestra sulla realtà e portale per l'anima.

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Accademia di belle arti di Frosinone ⋅ Katia Aversa - Giuseppe Sarra ⋅ La forma della Vacuna

La forma di Vacuna è una video-installazione sonora che trae ispirazione dalla mitologia connessa ad una dea molto venerata dai Sabini. Dea patrona del riposo dopo i lavori della campagna e protettrice dei villeggianti. Con questo lavoro i due artisti si propongono di rivalutare il messaggio ecologista insito nei culti pagani sabini, e quindi riattualizzarli affrancandoli dallo stadio di mera leggenda. Già in passato grandi poeti dell'antichità classica (come Orazio, Ovidio e Virgilio) hanno cantato le amenità di queste terre. Oggi Katia Aversa e Giuseppe Sarra ripercorrono i sentieri di questi paesaggi mitico-letterari cercando di sensibilizzare i fruitori dell'opera all'importanza di una convivenza empatica con la natura.
Le riprese sono state effettuate durante escursioni lungo il corso del fiume Farfa. Durante la proiezione del video lo spettatore si sente immerso, attraverso un viaggio onirico di sfumature cromatiche e acustiche, in una natura fattasi arte.

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Accademia di belle arti di Frosinone ⋅ Paola Cappabianca - Marco Fratarcangeli ⋅ Infinity

L'opera è collocata in un vano architettonico della Torre Ugonesca; il vano è stato costruito precedentemente all'intervento degli artisti e costituisce una location inusuale per l'esposizione di un'opera d'arte. Si tratta di una botola posta in cima ad una scala a chiocciola. L'opera si basa su un gioco di luci specchianti che restituiscono alla percezione umana una sensazione di infinito. Il fatto che questo spiraglio percettivo appaia in un luogo inaspettato, aumenta la portata dell'impatto del loro intervento. Quanto più improvvisamente fa breccia nel quotidiano, tanto più sublime risulta all'uomo il confronto con l'infinito. Tuttavia l'infinito viene generato dall'uomo stesso, nel momento in cui, a partire da pochi elementi visuali, lo ricostruisce seguendo le rotte di una idea astratta secondo le coordinate di quella che gli psicologi chiamano compensazione spaziale.

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Accademia di belle arti di Frosinone ⋅ Sara Ciuffetta ⋅ Piazza sosta del Pensiero

L'artista dispone in una piazza di Fara Sabina dei volumi geometrici secondo un ordine proporzionale armonico.
Sara Ciuffetta interviene su questo spazio pubblico al fine di assegnare un nuovo senso sia alla Piazza (alleviando la frenesia del flusso) sia alla pittura (trasponendo tridimensionalmente la tecnica del monocromo attraverso diversi strati di colore su oggetti di legno).
Si cerca di strutturare un luogo in grado di offrire una "tregua" visiva e mentale nello spettatore che la vive. La tradizionale superficialità del monocromo cambia senso se applicata attraverso molteplici passaggi sulle superfici di parallelepipedi disposti con ordine in uno spazio dato. Questa tecnica contribuisce a fornire il necessario senso di chiarezza ed esattezza propedeutiche ad una vera sosta del pensiero.

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Special Guest 2010


Special Guest ⋅ Sergio Baldassini ⋅ Il volto di Dio

L'opera di Sergio Baldassini si concretizza nella realizzazione di un piccolo luogo spirituale nel quale si pratica il culto del mercato. Sedici foto di altrettanti galleristi sono esposte in formato santino, accompagnate dal testo che gli stessi galleristi hanno scritto all'artista rifiutando una proposta di collaborazione. Il progetto di Sergio Baldassini è un provocatorio intervento che non si limita a denunciare i limiti e i paradossi del mercato dell'arte, ma che lascia intuire spiragli di trascendenza tra le maglie della canzonatura. Nel riproporre al pubblico le risposte negative ricevute dai protagonisti del mercato dell'arte, l'artista inscena la parodia di un'operazione agiografica e la tragedia dello smarrimento di Dio, del rifiuto esistenziale.

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Special Guest ⋅ Officina Creativa 33 ⋅ Il peso della memoria

Nell'ambito del progressivo recupero dei locali del complesso di San Bernardino, 33officinacreativa sta intervenendo in un piccolo archivio comunale dimenticato. Nel corso degli anni, numerosi artisti si sono lasciati ispirare dalle suggestioni offerte da questo luogo. Carte di identità, gazzette ufficiali, timbri, delle splendide librerie: un viaggio nel passato. Il peso della memoria vuole essere l'istallazione conclusiva di questa serie di lavori: I faldoni si trasformano in mattoni. Mattoni di memoria storica usati come materiale utile ad edificare una nuova costruzione.Una rielaborazione della manifestazione concreta del passato diviene materia viva attraverso cui immaginare un futuro.

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Special Guest ⋅ Radice di 3 ⋅ Vuoti di memoria

Il duo artistico, che da anni coopera nella produzione di installazioni dalla forte impronta relazionale, si cimenta in un intervento che occupa un ampio spazio a Fara Sabina. Attraverso un'urna, una cabina elettorale ed un poderoso dispiegamento di bottiglie di vetro essi stimoleranno le facoltà di memoria e creatività insite in ciascuno dei visitatori.
In Vuoti di memoria viene messa da parte l'interattività tecnologica che caratterizza molte delle loro opere precedenti a favore di una interazione più umana, decisamente votata all'aspetto intimo dei ricordi personali e della loro oggettivazione.
Apponendo ad ogni bottiglia la certificazione di valore tramite "sigillo di qualità 20eventi" essi scherzano anche sui meccanismi di critica e valorizzazione delle opere d'arte contemporanea, troppo spesso ridotte a semplice merce di cui innalzare il valore economico.

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Special Guest ⋅ Tine Fehr ⋅ Essenza

L'opera di Tine Fehr, artista tedesca che vive e lavora a Milano, consta di una video installazione e delle fotografie esposti in una sala del Museo archeologico di Fara Sabina.
Geometria e sensualità caratterizzano un percorso artistico fuori dal comune, che cristallizza e sublima la più affascinante delle materie: l'origine della vita. Il rigore dell'inquadratura evapora a contatto con il soggetto e rivela un'esplosione di forme generose, fatta di contrasti e di colori.

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ARTISTI E OPERE 2010 WUNDERKAMMER A MONTASOLA


Wunderkammer a Montasola ⋅ Danilo Santilli ⋅ Suono al microscopio

Istallazione ciclica e performance con un sistema di interazione audio-video "AIR".
In questa istallazione i Santilli, compositore, direttore d'orchestra e musicista elettronico, mette il pubblico in grado di esplorare le possibilità di interazione tra suono e immagini con la loro presenza. gesti e/o movimenti permettono all'esecutore o al pubblico stesso di interagire con l'elaborazione delle immagini, la creazione del suono e del suo sviluppo nel tempo dove il suono viene esplorato "come al microscopio" fino nel cambiamento infinitesimale di milli secondi.

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Wunderkammer a Montasola ⋅ Diletta Boni ⋅ DentroDentro

Accorrete signori e signori! Fanciulle e cavalieri" A meno che non siate della razza dei codardi e degli incerti, fatevi avanti! Vi si offrirà una rarità: un viaggio per una meta lontana da fare restando fermi, che dura in eterno, ma con la scadenza, per cui serve una moneta pur essendo gratuito! Avanti voyeur e curiosi, a chi si azzarda sarà fornito l'occorrente per compiacervi quanto basta dalla visione di una bizzarria mai mostrata prima d'ora! Per certo non uscirete delusi: potrete dire di esser stati testimoni dello spettacolo della miseria umana.

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Wunderkammer a Montasola ⋅ Gianluca Maggi ⋅ Freiluft Camera

In Tedesco Freiluft Kamera significa una macchina fotografica in qualche modo sospesa in uno spazio aperto, Uno spazio con i soli confini della proiezione.
L'opera pur essendo un oggetto atto a contenere informazioni visive, ha la peculiarità di voler proiettare con un gioco di ombrelle immagini di ciò che la luce convoglia al di fuori e manifesta dove incontra un limite che rende visibili determinate situazioni.

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Wunderkammer a Montasola ⋅ Mauro Pulcinella ⋅ Coro12

Come una divinità mitica dell'antica Grecia il grande albero secolare sprigiona energia; collegato e protetto da quell'albero un coro di donne, nel frastuono della contemporaneità, tenta disperatamente di recuperare il filato per una nuova tessitura.

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Wunderkammer a Montasola ⋅ Vittorio Fava ⋅ Opera come Wunderkammer

L'istallazione consiste di un dialogo tra varie opere:
-una scultura luminosa composta di un assemblaggio di materiali antichi e naturali, pergamena e pelle di coccodrillo tra l'altro: una sorta di leggio con tre piccoli ambienti luminosi,
-un antica scaffalatura trasformata in mobile onirico sull'Alchimia,
-un mobile-cassettiera di vecchia merceria contenente frammenti del quotidiano femminile,
-un grande libro, dal titolo "Erbario siciliano".

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Wunderkammer a Montasola ⋅ Studio Pan ⋅ Monolasta Wunderkammer

La "stanza delle meraviglie" è interpretata come un luogo in cui si realizza una forma di coscienza basata sullo stupore, una modalità primaria del pensiero. Già il titolo, un anagramma di Montasola, fa presagire il gioco dell'autore Pasquale de Sensi, che si nasconde dietro "Studio Pan". vengono messi in relazione, in un rapporto di vicinanza stridente, oggetti di contemplazione riferiti all'immaginario contemporaneo, creando così un rapporto controverso fra tradizione e attualità, memoria e novità.